Studio di psicologia clinica contemporaneo e professionale

Percorsi psicologici e neuropsicologici per adulti, bambini e adolescenti

Aiuto le persone a comprendere meglio ciò che stanno vivendo, a ritrovare maggiore equilibrio e a sviluppare modalità più efficaci per affrontare difficoltà emotive, relazionali, cognitive e scolastiche.

Nel mio lavoro considero la persona nella sua interezza: pensieri, emozioni, corpo, relazioni, storia personale e funzionamento cognitivo.

Chi sono

Renata Schneider

Sono Renata Schneider, psicologa esperta in neuropsicologia clinica e in formazione specialistica in psicoterapia cognitiva.

Da molti anni lavoro con bambini, adolescenti e adulti che attraversano momenti di difficoltà emotiva, relazionale, scolastica o cognitiva.

La mia formazione in psicologia cognitiva, psicologia dello sviluppo e neuropsicologia mi ha insegnato a osservare non soltanto il problema che la persona presenta, ma il modo in cui quel problema si inserisce nella sua storia, nelle relazioni, nel corpo e nella vita quotidiana.

Nel tempo ho approfondito in particolare il lavoro sul trauma, sull'attaccamento, sulla regolazione emotiva, sull'autocritica e sulle diverse parti di sé.

Aree di lavoro

Psicologia clinica, età evolutiva e neuropsicologia

Mi occupo sia di percorsi psicologici sia di valutazione e potenziamento delle funzioni cognitive, neuropsicologiche e degli apprendimenti.

Adulti

Comprendere il disagio e ritrovare equilibrio

Uno spazio per dare senso ad ansia, stress, autocritica, difficoltà relazionali, esperienze dolorose o momenti di cambiamento, partendo da ciò che la persona vive oggi.

  • ansia, stress, tensione interna e difficoltà nella regolazione emotiva;
  • autocritica, vergogna, senso di inadeguatezza e paura del giudizio;
  • relazioni, confini personali, bisogni non ascoltati e comunicazione con gli altri;
  • trauma, perdite, ricordi disturbanti e passaggi di vita complessi.

Bambini e adolescenti

Ascoltare il disagio nelle diverse età della crescita

Un percorso per comprendere ciò che bambini e adolescenti esprimono con emozioni, comportamenti, corpo, scuola e relazioni, coinvolgendo, quando necessario, la famiglia e le figure che accompagnano la crescita e la cura del bambino o del ragazzo.

  • paure, rabbia, ritiro, oppositività, somatizzazioni e cambiamenti nel comportamento;
  • difficoltà a esprimere emozioni, bisogni o vissuti che emergono attraverso gioco, disegno e narrazione;
  • scuola, motivazione, autostima e fiducia nelle proprie capacità;
  • colloqui con i genitori per leggere i segnali del disagio e sostenere il cambiamento.

Neuropsicologia

Comprendere il profilo cognitivo e gli apprendimenti

Valutazione e potenziamento aiutano a leggere punti di forza, fragilità e strategie utili per affrontare meglio studio, organizzazione, attenzione e autonomia.

  • valutazione di attenzione, memoria, linguaggio, funzioni esecutive e apprendimenti;
  • DSA, ADHD, difficoltà scolastiche, metodo di studio e motivazione;
  • restituzione chiara del profilo, dei punti di forza e delle fragilità emerse;
  • potenziamento cognitivo e strategie personalizzate per scuola, studio e autonomia.

Il mio approccio

Comprendere prima di intervenire

Ogni persona porta con sé una storia complessa, fatta di risorse, vulnerabilità, apprendimenti, ferite, tentativi di adattamento, di protezione e modi personali di dare significato a ciò che accade.

Per questo il mio lavoro integra strumenti diversi all'interno di una cornice chiara: attenzione ai pensieri e ai significati personali, cura della regolazione emotiva, ascolto del corpo, lavoro sulle esperienze traumatiche, valorizzazione delle risorse e costruzione di un rapporto terapeutico sicuro, in cui la persona possa sperimentare quelle qualità di apertura, curiosità, fiducia, accoglienza, assenza di giudizio, connessione, chiarezza, calma, giocosità e presenza, necessarie per sostenere e attivare il processo di cambiamento, elaborazione e guarigione delle ferite.

L'obiettivo è accompagnare la persona a comprendere ciò che vive, a sviluppare maggiore consapevolezza e regolazione, e a trovare modalità più libere, sicure e vitali di stare con sé e con gli altri.

Il sintomo come segnale Apri approfondimento

Il mio approccio non considera il sintomo come qualcosa da eliminare il più rapidamente possibile, ma come un segnale da comprendere, di cui scoprire il senso e la funzione nella vita della persona. Ansia, blocchi, autocritica, difficoltà relazionali, disregolazione emotiva, evitamento, somatizzazioni possono essere letti come segnali di un sistema che sta cercando, a suo modo, di proteggersi o di ritrovare equilibrio.

Per questo, all'inizio del percorso, dedico particolare attenzione alla comprensione del problema: quando si presenta, che cosa lo attiva, come si manifesta nei pensieri, nelle emozioni e nel corpo, quale significato può avere nella storia della persona e quali risorse sono già presenti.

A partire da questa comprensione condivisa, costruiamo un percorso con obiettivi chiari e realistici.

Lavorare con pensieri, emozioni e corpo Apri approfondimento

Non sempre comprendere razionalmente ciò che accade è sufficiente per riuscire a stare meglio. Alcune esperienze continuano a manifestarsi attraverso tensioni corporee, allerta, paura, blocco, agitazione, immagini intrusive o reazioni emotive molto intense.

Per questo posso affiancare al dialogo attività che aiutano a osservare le sensazioni corporee, riconoscere i segnali di attivazione e sperimentare modi nuovi per ritrovare stabilità e sicurezza.

Il lavoro procede gradualmente. Prima di avvicinarsi alle esperienze più dolorose è importante costruire risorse, imparare a riconoscere i propri limiti e sviluppare una sufficiente capacità di regolazione.

Comprendere le diverse parti di sé Apri approfondimento

È comune sentire dentro di sé spinte contrastanti: una parte vorrebbe cambiare, mentre un'altra ha paura; una parte cerca di controllare tutto, mentre un'altra vorrebbe sottrarsi; una parte è molto critica, mentre un'altra si sente fragile o inadeguata.

Nel percorso cerchiamo di conoscere queste diverse parti senza giudicarle o combatterle, comprendendo quale funzione protettiva abbiano avuto.

Questo può aiutare a ridurre il conflitto interno e a sviluppare una posizione più consapevole, stabile e compassionevole verso se stessi, in grado di ammorbidire le difese interne, favorire il cambiamento e la possibilità di elaborare le ferite da cui quelle difese hanno avuto origine.

Uno spazio per comprendere ciò che accade e trovare nuove possibilità.

Percorsi psicologici per adulti

Partire dal presente

Nel lavoro con gli adulti partiamo da ciò che oggi crea sofferenza o limita la possibilità di vivere con maggiore serenità. Momenti di fatica emotiva, ansia, autocritica, difficoltà relazionali, blocchi personali, sofferenze legate a esperienze traumatiche, perdite, cambiamenti o periodi della vita in cui ci si sente sopraffatti, disorientati o lontani da sé.

Il percorso psicologico può aiutare a dare senso a ciò che si sta vivendo e a riconoscere i modi, spesso automatici, con cui la mente e il corpo cercano di proteggersi. A volte ciò che oggi crea sofferenza è nato in passato come una strategia di adattamento, difesa o sopravvivenza. Comprenderlo permette di avvicinarsi a sé con meno giudizio e di costruire nuove possibilità.

Quando può essere utile una consulenza per un adulto Apri approfondimento
  • ansia, preoccupazioni o tensione interferiscono con la vita quotidiana;
  • ci si sente spesso in allerta, sopraffatti o emotivamente bloccati;
  • si tende a giudicarsi duramente o a sentirsi inadeguati;
  • si incontrano ripetutamente le stesse difficoltà nelle relazioni;
  • è difficile riconoscere, esprimere o proteggere i propri bisogni;
  • alcune esperienze del passato continuano a condizionare il presente;
  • si attraversa una separazione, un lutto, un cambiamento o una fase di crisi;
  • si sente il bisogno di comprendere meglio se stessi, anche in assenza di un disturbo specifico.

Non è necessario attendere che la difficoltà diventi insostenibile. Anche una prima consulenza può aiutare a fare chiarezza e a capire quale tipo di percorso possa essere più adatto.

Un percorso che non consiste solo nel parlare dei problemi Apri approfondimento

In base alle caratteristiche e alle necessità della persona, possiamo lavorare sulla consapevolezza dei propri schemi, sulla regolazione emotiva, sulle sensazioni corporee, sul rapporto con le diverse parti di sé e sulla costruzione di modalità più sicure di stare nelle relazioni.

L'obiettivo non è diventare una persona diversa, ma poter vivere con maggiore libertà, comprensione di sé e possibilità di scelta.

Percorsi per bambini e adolescenti

Quando le parole non bastano

Nei bambini e nei ragazzi una situazione di disagio può comparire attraverso rabbia, oppositività, ritiro, difficoltà scolastiche o perdita di fiducia nelle proprie capacità. Una paura può manifestarsi con mal di pancia, difficoltà ad addormentarsi, bisogno di avere sempre vicino un adulto.

Per questo cerco di comprendere che cosa il comportamento stia comunicando e quale bisogno possa esservi dietro.

Nel lavoro con i bambini utilizzo il gioco, il disegno, le narrazioni, le metafore, le miniature e il movimento, canali che consentono di accedere e rappresentare paure, relazioni, conflitti e risorse senza dover spiegare tutto direttamente. Il gioco permette inoltre di sperimentare soluzioni nuove, sentirsi più competente e recuperare un senso di sicurezza e possibilità.

Non interpreto in modo automatico ciò che il bambino crea. Lo accompagno con attenzione e curiosità, rispettando i suoi tempi e il significato che attribuisce alla propria esperienza.

Con gli adolescenti costruisco uno spazio collaborativo, nel quale possano sentirsi ascoltati senza essere giudicati, interrogati o trattati come bambini. Il percorso può partire dalle difficoltà che sentono più vicine: ansia, relazioni, immagine di sé, scuola, motivazione, rabbia, senso di solitudine, rapporto con il corpo o difficoltà familiari.

Neuropsicologia clinica

Comprendere il funzionamento cognitivo nella vita quotidiana

La neuropsicologia aiuta a comprendere come funzionano le abilità cognitive che utilizziamo ogni giorno: attenzione, memoria, linguaggio, organizzazione, pianificazione, capacità di risolvere problemi, lettura, scrittura e calcolo.

Una difficoltà in queste aree può avere conseguenze sulla scuola, sul lavoro, sull'autonomia e sulla fiducia nelle proprie capacità. Allo stesso tempo, ansia, stanchezza, stress e demotivazione possono influenzare il funzionamento cognitivo.

Per questo considero sempre insieme gli aspetti cognitivi, emotivi e motivazionali.

Valutazioni cognitive, neuropsicologiche e degli apprendimenti Apri approfondimento

La valutazione serve a comprendere come funziona la persona, non soltanto a verificare se sia presente una difficoltà.

Il percorso parte da un colloquio nel quale vengono raccolte la storia, le difficoltà osservate e le domande alle quali si desidera rispondere. Successivamente vengono scelti gli strumenti più adatti per approfondire le diverse aree di funzionamento.

Aree che possono essere approfondite in valutazione Apri approfondimento
  • attenzione e concentrazione;
  • memoria e memoria di lavoro;
  • capacità di organizzarsi e pianificare;
  • funzionamento intellettivo;
  • linguaggio;
  • abilità visive e spaziali;
  • lettura, scrittura, comprensione e calcolo;
  • metodo di studio;
  • aspetti emotivi e motivazionali che interferiscono con l'apprendimento;
  • difficoltà compatibili con DSA o ADHD, anche in età adulta.

Al termine viene effettuato un colloquio di restituzione, nel quale i risultati vengono spiegati in modo comprensibile, mettendo in evidenza sia le difficoltà sia i punti di forza.

Quando è necessario un inquadramento multidisciplinare, la valutazione può essere svolta in collaborazione con neuropsichiatri infantili, logopedisti, medici o altri specialisti.

Potenziamento cognitivo e degli apprendimenti Apri approfondimento

Dopo una valutazione, oppure quando sono già note le aree di difficoltà, può essere proposto un percorso di potenziamento.

Il potenziamento non consiste semplicemente nel ripetere esercizi. Serve ad aiutare la persona a conoscere meglio il proprio modo di funzionare, sperimentare strategie più efficaci e diventare progressivamente più autonoma.

Con bambini e ragazzi considero anche l'impatto emotivo delle difficoltà: sentirsi continuamente in errore, impiegare più tempo degli altri o non riuscire a mostrare ciò che si sa può portare a frustrazione, evitamento e perdita di fiducia.

Per questo il lavoro non riguarda soltanto la prestazione, ma anche la possibilità di recuperare motivazione, senso di competenza e fiducia nelle proprie risorse.

Quando può essere utile una consulenza neuropsicologica Apri approfondimento
  • il rendimento scolastico è molto faticoso o discontinuo;
  • lettura, scrittura o calcolo risultano più difficili del previsto;
  • il bambino comprende gli argomenti ma fatica a organizzarsi o a completare i compiti;
  • sono presenti distrazione, impulsività, lentezza o difficoltà nella gestione del tempo;
  • vi è una marcata differenza tra le capacità percepite e i risultati ottenuti;
  • un ragazzo o un adulto sospetta di avere un DSA o un ADHD mai riconosciuto;
  • difficoltà attentive, mnestiche o organizzative interferiscono con studio, lavoro o vita quotidiana;
  • è necessario aggiornare una valutazione precedente;
  • si desidera individuare un percorso di potenziamento realmente adatto al proprio profilo.

Dal primo colloquio al percorso condiviso

Uno spazio per raccontare, chiarire e orientarsi

Il primo colloquio è uno spazio per raccontare la situazione, chiarire i dubbi e comprendere quale sia la richiesta.

Il percorso viene costruito con gradualità. Prima si comprende la domanda, poi si definisce se è più utile una valutazione, un intervento psicologico, un lavoro con la famiglia o un raccordo con altri professionisti.

1

Accoglienza della richiesta

Nel primo colloquio raccolgo il motivo della consultazione, la storia principale e le aspettative, chiarendo tempi, obiettivi e possibili direzioni del lavoro.

2

Valutazione integrata

Quando necessario, approfondisco il funzionamento emotivo, cognitivo, relazionale, neuropsicologico attraverso colloqui, osservazione e strumenti psicodiagnostici.

3

Restituzione e obiettivi

Condivido una lettura chiara di quanto emerso e definisco insieme alla persona o alla famiglia gli obiettivi più realistici e utili.

4

Intervento e monitoraggio

Il percorso integra tecniche e strumenti diversi, con attenzione alla sicurezza, alle risorse, alla regolazione emotiva e alla verifica periodica del cambiamento.

Quando si tratta di un bambino il primo colloquio si svolge con i genitori, successivamente vengono concordate le modalità più adatte per conoscerlo e coinvolgerlo nel percorso.

Domande frequenti

Informazioni utili prima di iniziare

Non so quale percorso sia più adatto: posso comunque contattarti?

Sì. Il primo colloquio serve proprio a comprendere la richiesta e a valutare insieme quale tipo di percorso possa essere utile.

Serve avere già una diagnosi?

No. Si può iniziare anche da una difficoltà poco chiara, da una domanda o dal bisogno di capire meglio ciò che sta accadendo.

Nel lavoro sul trauma si parte subito dai ricordi dolorosi?

No. Il percorso procede gradualmente: prima di avvicinarsi alle esperienze più dolorose è importante costruire risorse, riconoscere i propri limiti e sviluppare una sufficiente capacità di regolazione.

I genitori partecipano al percorso del bambino?

Sì, con modalità diverse a seconda dell'età e della situazione. Gli incontri con i genitori servono a sostenere il bambino o il ragazzo anche nella vita quotidiana.

Contatti

Richiedere un primo colloquio

Puoi contattare lo studio per descrivere brevemente la richiesta e concordare un primo incontro dedicato a comprendere quale percorso possa essere più adatto.

Ogni difficoltà ha una storia, un significato e un modo particolare di manifestarsi. Il lavoro consiste nel comprenderli, riconoscendo non soltanto ciò che crea sofferenza, ma anche le capacità, le risorse e le possibilità di cambiamento già presenti.

Email renata.schneider@hotmail.it Telefono 346 665 4310

Sede Studio a Udine
Via Antonio Generale Baldissera 14

Modalità Colloqui in presenza; disponibilità online da concordare